LOTTO, ROMANINO, MORETTO, CERUTI.

I campioni della pittura tra Brescia e Bergamo 

Dopo il successo di “Donne nell’Arte da Tiziano a Boldini”, Palazzo Martinengo ospiterà a partire dal 21 Gennaio, in occasione di “Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”, una nuova imperdibile mostra a cura di Davide Dotti.

La selezione di oltre ottanta capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private sia italiane che estere (clicca qui per vedere la galleria delle opere), permetterà per la prima volta di indagare e mettere a confronto diretto i campioni della pittura rinascimentale e barocca attivi nelle due città durante i quattro secoli di dominazione veneziana.
Nelle sale di Palazzo Martinengo prenderà così vita un vero e proprio derby culturale e artistico: i lavori dei grandi maestri bresciani del Rinascimento quali Foppa, Moretto, Romanino e Savoldo saranno messi a confronto, in un dialogo serrato e stimolante, con quelli dei bergamaschi Lotto, Moroni, Palma il Vecchio e Previtali, per comprendere come il comune substrato culturale lombardo, ravvivato dalle novità proposte dai pittori veneziani (Bellini e Tiziano in primis), abbiano dato vita a linguaggi espressivi in alcuni casi similari, in altri antitetici.

Di estremo interesse sarà poi avvicinare tele eseguite nel corso del quinto decennio del ‘500 da Moretto e da Moroni che, in quegli anni, si trovava a Brescia nella bottega del Bonvicino, da cui assimilò quell’intenso naturalismo che caratterizza la poetica del genio bresciano.

Lo stesso inedito ed emozionante parallelo tra gli esponenti delle due scuole pittoriche verrà proposto nelle sale successive dedicate al tema della “ritrattistica” – Moroni, Ceresa e Fra Galgario da un lato, Bellotti, Celesti, Cifrondi e Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto dall’altro -, della “natura morta” – Baschenis e Bettera campioni nella Città dei Mille, Rasio e Duranti in quella della Leonessa – e della “pittura di genere” dove protagonisti saranno gli irriverenti dipinti con nani e pigmei di Bocchi e dell’allievo bergamasco Albrici, i paesaggi di Roncelli e gli interni di cascinali ed osterie di Botti.

Proseguendo nel percorso e salendo al piano nobile del Palazzo il visitatore troverà un’inaspettata sorpresa: una vera e propria “mostra nella mostra” costituita da quattro sezioni – ricche di sculture, strumenti musicali, dipinti, documenti e fotografie d’epoca – dedicate all’approfondimento di temi caratterizzanti l’identità culturale e la storia delle due città:

  • Giovanni XXIII e Paolo VI: i papi del ‘900 e il loro rapporto con gli artisti. Da Picasso a Chagall, da Matisse a Dalì fino a Manzù
  • La musica a Brescia e Bergamo tra Rinascimento e XX secolo
  • Le tradizioni gastronomiche: un confronto ravvicinato
  • Marcello Piacentini: un grande architetto del ‘900 all’opera tra Brescia e Bergamo

Percorrendo le sale di Palazzo Martinengo il pubblico compirà un emozionante viaggio ricco di sorprese e curiosità, il cui obiettivo è dare risalto allo straordinario patrimonio culturale che si è stratificato nel corso dei secoli a Brescia e a Bergamo, nonché stimolare una nuova presa di coscienza su un capitolo fondamentale della storia dell’arte italiana, scritto dai grandi maestri della pittura attivi nelle due città, gemellate nell’anno della “Capitale Italiana della Cultura”.